ERASMUS+ JOB SHADOWING

Nel corso dell’anno scolastico 2025-2026, il nostro istituto ha avuto il piacere di ospitare docenti provenienti da una scuola francese, il LICEO MAURICE JANETTI di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, e da una scuola spagnola, la FUNDACION DOLORES SOPEÑA de Badajoz, nell’ambito di attività di job shadowing, un’esperienza di grande valore formativo, culturale e professionale.

Il percorso di internazionalizzazione

Questa iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di internazionalizzazione della scuola, oggi una dimensione strategica imprescindibile per ogni istituzione educativa. Internazionalizzare la scuola non significa soltanto attivare scambi o collaborazioni, ma promuovere una visione dell’educazione aperta, dinamica e orientata al contesto europeo e globale. Significa offrire a studenti e docenti l’opportunità di confrontarsi con sistemi educativi diversi, sviluppare competenze interculturali e linguistiche e acquisire maggiore consapevolezza della cittadinanza europea.

L’incontro con docenti provenienti da altri Paesi rappresenta un’occasione concreta per superare i confini della didattica tradizionale e aprirsi a nuove prospettive. Attraverso il dialogo e l’osservazione reciproca, si costruisce una comunità educante più ampia, capace di condividere valori, esperienze e pratiche innovative. In questo senso, il job shadowing diventa uno strumento privilegiato per rafforzare la dimensione europea della scuola e per rendere l’offerta formativa sempre più qualificata e al passo con le trasformazioni della società contemporanea.

Le attività svolte

Durante la permanenza presso il nostro istituto, i docenti ospiti hanno avuto modo di osservare direttamente le attività in classe, partecipando attivamente alla vita scolastica. Questo ha favorito uno scambio autentico e concreto di metodologie didattiche, strategie educative e buone pratiche, dando vita a un dialogo professionale ricco e stimolante.

Particolarmente significativa è stata la ricaduta didattica di questa esperienza. Il confronto tra diversi approcci educativi ha permesso ai docenti di riflettere criticamente sulle proprie pratiche, individuando punti di forza e possibili ambiti di miglioramento. L’introduzione di nuove metodologie, ispirate ai sistemi educativi francese e spagnolo, ha contribuito ad arricchire la didattica quotidiana, rendendola più innovativa, inclusiva e partecipativa.

Buone prassi e metodologie

Tra le buone prassi osservate e condivise durante le attività di job shadowing, meritano particolare attenzione alcune esperienze didattiche concrete che hanno animato i giorni di permanenza dei docenti ospiti.

Flipped Classroom – Lezione fuori sede agli Uffizi

Un esempio significativo è stato quello della flipped classroom, sperimentata nell’ambito di una lezione fuori sede a Firenze: gli studenti, protagonisti attivi del proprio apprendimento, hanno guidato i docenti ospiti nella visita agli Uffizi, illustrando monumenti e opere d’arte in lingua straniera. Questo approccio ha rovesciato il tradizionale rapporto insegnante-alunno, valorizzando le competenze acquisite e stimolando la responsabilità e l’autonomia degli studenti.

Cooperative Learning – Matematica e Igiene

Un’altra metodologia messa in pratica è stata il cooperative learning, applicato durante lezioni di matematica e igiene: il lavoro in piccoli gruppi eterogenei ha favorito la collaborazione, il confronto e il raggiungimento di obiettivi condivisi, dimostrando come l’apprendimento cooperativo possa essere trasversale alle discipline.

Apprendimento tra pari – Normativa sull’inclusione

Sul piano della formazione docenti, si è realizzato un prezioso momento di apprendimento tra pari, incentrato sul confronto tra la normativa italiana e quella francese in materia di inclusione scolastica. Questo scambio ha permesso ai docenti di entrambi i paesi di approfondire le rispettive prassi, individuare analogie e differenze nei sistemi educativi nazionali e trarre spunti concreti per migliorare le proprie pratiche inclusive.

Il ruolo degli studenti

Gli studenti, dal canto loro, sono stati protagonisti attivi di questo processo. Hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con docenti stranieri, sperimentando modalità di insegnamento differenti e confrontandosi con nuovi stili comunicativi e relazionali. Questo ha favorito non solo lo sviluppo delle competenze disciplinari, ma anche di quelle trasversali, come la capacità di adattamento, il pensiero critico, la collaborazione e l’apertura verso l’altro.

Inoltre, l’esperienza ha contribuito a rafforzare la motivazione degli alunni, rendendo l’apprendimento più coinvolgente e significativo. Il contesto internazionale ha stimolato la curiosità e l’interesse, promuovendo un atteggiamento più attivo e consapevole nei confronti del proprio percorso formativo.

Conclusioni

In conclusione, le attività di job shadowing si confermano uno strumento fondamentale per la crescita professionale dei docenti e per il miglioramento della qualità dell’offerta formativa. Esse rappresentano un investimento concreto nel processo di internazionalizzazione della scuola e contribuiscono a formare cittadini europei consapevoli, aperti e pronti ad affrontare le sfide del futuro.